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    STOP AL MALTRATTAMENTO SUGLI ANIMALI!

     
    Cari amici, di seguito vi riporto un articolo
    che mi ha lasciata semplicemente sconvolta...
    Io amo immensamente tutti gli animali e ne ho
    avuti di vario genere in casa e tutt'ora ho una
    dolcissima cricetina, una gattina di 17 anni e
    una canarina, rispetto tutti gli animali, anche
    quelli di cui ho paura, sono esseri viventi
     come noi, chi ama gli animali come me, capirà
    il mio sconcerto al leggere questa intervista e
    al vedere tali immagini incresciosce e oscene!
     
     
    Un cane torturato sino alla morte come forma di arte.
     
    Un’atroce e insensata pazzia di un artista sudamericano
    COSTARICA
    Un fatto terribile è avvenuto nell’agosto scorso nella
    «Galeria Codice» di Managua e ha scatenato l’ira e
    l’indignazione dei blogger sudamericani in difesa
    degli animali. La notizia è giunta ai media mondiali
    solo nell’ultimo mese. Il “sedicente” artista
    costaricano Guillermo Vargas, conosciuto come Habacuc,
    ha pagato un gruppo di ragazzini perché gli trovasse
    un cane randagio per utilizzarlo in un’esposizione
    intitolata “Tu sei quello che tu leggi” che, secondo
    la sua opinione, voleva essere un tributo a un certo
     Natividad Canda “un nicaraguano che morì dopo l’attacco
    di due rottweiler in una fattoria in Carthage (Nicaragua)”.
    Il povero cane, chiamato dall’artista Natividad, è
    stato così legato in un angolo della sala con una
    ciotola contenente del cibo a una distanza tale da
    non poter essere raggiunta. La povera bestiola, già
    malata, senza cibo né acqua ha resistito due giorni
    poi è morta (guarda le terribili immagini).

    Questa la difesa del presunto artista: “la cosa
    importante per me è sottolineare l’ipocrisia della
    gente: un animale diventa elemento di attenzione
    quando viene posto in un luogo bianco dove la gente
    va per vedere dell’arte e non quando muoiono per
    strade per fame e sete. La stessa cosa che accadde
    a Natividad Canda, dove la gente fu insensibile con
    lui sin quando i cani non lo sbranarono”.

    Ma nonostante la reazione sdegnata del popolo della
     Rete e di alcuni critici d’arte che hanno definito
     quell’opera “ripugnante provocazione” l’aspetto
    più devastante di questa storia sta nel fatto che
    solo alcuni dei partecipanti alla mostra hanno
    chiesto la liberazione del cane e senza ribattere
     alle rimostranze dell’artista che non voleva vedere
     rovinata al sua “opera d’arte”. Così come non c'è
    stato nessun intervento da parte delle autorità
    - magistratura e polizia - a cui dovrebbe spettare
     il compito di impedire gesti disumani.

    La protesta corsa sul web attraverso una petizione
    online non ha neanche fermato il Madc (Museo de arte
    y diseno contemporaneo) che confermato la sua stima
    per Habacuc Vargas rifiutando ogni intervento, a
    cominciare dalla cancellazione dell'artista dal
    catalogo della Biennale Centroamericana del 2008.
    "Un'opera anche se discussa e discutibile -
    sta scritto in un comunicato del museo - deve
    servire da spunto per opinioni diverse, e sia pure
     contrarie, però non deve mai dare spunto a censura".
     

     
    Qui riporto un video della VERGONA, maltrattamenti sugli animali...
    La Visione è consigliata solo a un pubblico adulto.
    Ecco di cosa siamo capaci noi esseri umani... o meglio noi ANIMALI!
     
     
     
    ... E POI GLI ANIMALI CHI SAREBBERO,
    LORO O NOI...???
     

    Per non Dimenticare... (1)

     

    RACCONTIAMOLO ai nostri FIGLI

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    Non dimenticate uomini la vostra follia…un uomo,
    una parola e folle di cadaveri che lo erano prima
    di essere uccisi…follia umana.Non discriminate ciò
    che non v’assomiglia, perché scoprirete che non
    siete simili neanche a voi stessi, alle innumerevoli
    persone che coabitano il vostro essere…chi può dire
    chi sia il migliore o il peggiore? l’uomo?…No. Voi
    della superbia ignorante,credete di possedere la
    vitama è lei che possiede voi, credete di
    controllare il cuore ma è lui che decide le vostre
    sorti…Voi rinnegate l’anima, non le credete…
    perché lì avete rinchiuso la coscienza…Voi,
    chi siete? …Granelli di sabbia nelle mani del
    tempo… non eterni, ed indistruttibili…eppure il
    vostro male lo è… Intere generazioni vivono con
    la ferita che le è stata inferta…un ricordo, un
    immagine, il filo spinato della nostra ottusità….
    ciminiere, fumi d’uomini respireremo per sempre,
    per non dimenticare…Volevo un mondo migliore ma…
    ma prima di me l’uomo ha dato il peggio di sé e ora…
    ora pure.La storia non insegna…il genere umano ha
    la memoria corta…rinchiusa com’è in recinti di
    categorie e stereotipi…la razza ariana non esiste
    più…ma vive nelle menti umane, nei discorsi della
    gente s’è trasformata…ora sembra civile…ma non lo è.
    Siamo sempre più bravi a scansare gli emarginati,
    non si uccidono ma…si fanno morire d’indifferenza.
     
     
     
    La guerra è finita… solo quella che non vediamo…
    il mondo è felice? Solo quello che viviamo sulla
    patina della nostra superficie… non più giù dove
    l’amore ha un prezzo e la morte è una liberazione.
    Guerre dimenticate anche da chi le combatte, se di
    armi ci si cibasse la fame sarebbe debellata…ho
    conquistato un pezzo d’aridità in più…ma sono morto
    pur essendo vivo. Dolore…la moneta del genere umano,
    di quello che nessuno vede, perché neanche loro sanno
    di esistere…Dolore per chi si compiace e incita a
    sterminare chi non ha fatto nulla, per la sua sicurezza…
    Dolore per chi muore di reati sui giudizi di corti
    corrotte che di pregiudizi sono verdetti. Dolore per
    chi è innocente ma…non ne potrà godere…Dolore del
    voler essere qualcuno invece che se stessi…
    Dolore e scuse per chi è la nostra pattumiera… Dolore
    perché la realtà è più finta dei mass-media…Dolore per chi
    dell’infelicità altrui ne fa un vanto…Dolore per chi
    priva di vita un essere umano e non sconta la pena, ma
    la scontano i familiari della vittima…
    Dolore per vivere in un mondo che non c’è…

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    Per non Dimenticare...

     

     

    RACCONTIAMOLO ai nostri FIGLI

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    Al processo di Norimberga quando Rudolf Höß, comandante
    del campo,testimoniò che tra il 1940 ed il 1943(il campo
    di Auschwitz fu operativo fino al gennaio 1945) circa tre
    milioni di persone erano morte nel campo. La cifra,che
    ebbe origine sotto la spinta dell'orrore per la scoperta
    dei campi di sterminio nazionalsocialisti, è stata
    successivamente contestata dalla maggior parte degli
    storici, che pure non hanno mai trovato una stima
    definitiva sul numero ma che comunque oscilla tra i uno
    e due milioni di vittime.Tali studi e quelli effettuati
    dallo stesso Piper(che propende per 1.100.000 morti)
    lo convinsero a portare avanti(con successo)la «campagna»
    di sostituzione della targa commemorativaAuschwitz I,
    che servì come centro amministrativo per l'intero
    complesso, fu fondato il 20 maggio 1940 convertendo
    delle vecchie caserme dell'esercito polacco in un campo
    di concentramento e campo di lavoro. Un gruppo di 728
    prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów furono
    i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940 e
    lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme,
    danneggiate dai bombardamenti e alla costruzione delle
    recinzioni perimetrali.Inizialmente gli internati furono
    intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi
    vennero deportati anche prigionieri di guerra sovietici,
    criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed "elementi
    asociali" come mendicanti, prostitute, omosessuali ed ebrei.
    Normalmente vi erano detenute dalle 13.000 alle 16.000 persone;
    nel 1942 si raggiunse la cifra di 20.000 detenuti. Sopra il
    cancello di ingresso si trovava (e si trova tuttora) la cinica
    scritta "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi).
     Sembra che la scritta sia stata ideata dal maggiore Rudolph
    Höss primo comandante responsabile del campo. I prigionieri che
    lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano,
    erano costretti a sfilare sotto questo cancello accompagnati
    dal suono di marce marziali eseguite da una orchestra di
    deportati appositamente costituita. Contrariamente a quanto
    rappresentato in alcuni film la maggior parte dei prigionieri
    ebrei era detenuta nel campo di Auschwitz II-Birkenau e non
    passava quindi da questo cancello. Le SS selezionarono alcuni
    prigionieri, spesso criminali comuni di origine tedesca o ariana
    (e quindi appartenenti alla "razza superiore"), come supervisori
    per gli altri detenuti. Tali supervisori, chiamati Kapo, si
    macchiarono, nella maggior parte dei casi, di orrendi crimini
    abusando del proprio potere e divenendo così complici dei propri
    carnefici.Gli internati vivevano in baracche chiamate Block
    dotate di letti a castello a tre piani di tipo militare; le
    condizioni di sovraffollamento delle baracche, spesso utilizzate
    al doppio della capienza massima, costringevano i prigionieri a
    dividere un pagliericcio in due o più favorendo la trasmissione
    di parassiti e germi che aumentavano le già elevate possibilità
    di infezioni e malattie. Le diverse tipologie di prigionieri
    potevano essere riconosciute da speciali triangoli colorati
    distintivi apposti sulle casacche:
     

      

     

    Gli ebrei, nella scala sociale del lager, erano all'ultimo
    posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati
    avevano l'obbligo di lavorare; gli orari variavano a seconda
    delle stagioni ma si assestavano su di una media di 10-11 ore
    di lavoro giornaliero. La domenica, esclusi coloro che lavoravano
    presso aziende belliche che lavoravano a ciclo continuo, era
    considerata giorno festivo e dedita ai lavori di pulizia e
    manutenzione del lager e all'igiene personale dei detenuti.
    Le disumane condizioni di lavoro, le scarse razioni e le
    condizioni igieniche pressoché inesistenti portavano
    rapidamente i detenuti alla morte. Lista dei sottocampi: